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Mobile app advertising: quali strategie e quali piattaforme per campagne di successo?

Quali sono le potenzialità del mobile app advertising e quali piattaforme scegliere per campagne di successo.

19 APR 2021

Oggi come oggi le app mobili sono tra le più utilizzate e gettonate. Del resto, se si pensa che oggi ci sono più di 3 miliardi di smartphone in tutto il mondo, questa non è di certo una sorpresa.

Volendo portare qualche dato, per capire l’entità di questo fenomeno, possiamo dire che ad esempio nel solo 2018 nel mondo sono stati scaricate 200 milioni di app prendendo in considerazione tutti gli store presenti sul mercato.

Tra Google Play, iOS e Amazon App Store si possono contare oltre 6 milioni di app pronte per essere scaricate ed è proprio per questo motivo che il mobile app advertising deve essere preso in considerazione come possibilità per impostare campagne pubblicitarie di successo.

Attenzione, però, a non pensare che sia semplice. Serve una strategia per attirare utenti su canale mobile. Non solo. Serve conoscere le migliori piattaforme pubblicitarie adatte alle proprie esigenze.

Cosa scegliere tra Google Ads, Apple Search Ads o Facebook Ads? Bisogna rispondere a una serie di domande per poter settare delle campagne di successo su canale mobile.

Mobile app advertising: di cosa si tratta

Esistono diverse tipologie di mobile app advertising ed è importante conoscerle per riuscire a capire quale sia quella maggiormente in linea con le proprie esigenze. Non solo. Sarà importante anche individuare le migliori piattaforme per campagne di successo.

Come detto, quando si parla di mobile app advertising si intende quella pubblicità che sfrutta uno strumento molto semplice e, allo stesso tempo, molto interessante. Avere la possibilità di sfruttare la popolarità di determinate app per farsi pubblicità può essere una carta vincente da giocare in una strategia di advertising ben congegnata.

Tra le tipologie di adv che si può fare tramite app si deve senza dubbio sottolineare la possibilità di sfruttare le cosiddette fullscreen ads. Si tratta di una tipologia ben nota da tempo, che parte in maniera automatica a tutto schermo e cattura l’attenzione di chi sta usando una determinata applicazione. Questa tipologia si sposa molto bene con le app di gaming e di solito appare alla fine di un livello o prima di iniziare il successivo.

Esiste anche il mobile app advertising nelle notifiche. Si tratta, a dire il vero, di un classico che però non riscuote tanto successo. Gli utenti si dichiarano spesso disturbati dalle notifiche e i produttori di app temono l’inserimento di codici malevoli che possono danneggiare anche l’immagine dell’app.

Quando si parla di advertising in app si deve cercare di avere le idee chiare. Innanzitutto è importante selezionare bene le app in cui fare apparire le proprie pubblicità. In un mondo in cui la concorrenza si fa sempre più spietata c’è il rischio di snaturare tutto o di perdere di vista le esigenze del proprio target.

Non solo. Si deve anche pensare che spesso chi utilizza un’app per un determinato scopo non apprezza una pubblicità invadente ed è per questo che una strategia mal congegnata può sortire l’effetto opposto.

Le piattaforme per mobile app advertising

Esistono diverse piattaforme per realizzare una strategia di mobile app advertising. Ecco le principali da prendere in considerazione.

Apple Search Ads

Si tratta della piattaforma iOS per l’app advertising. Nello specifico questa è la soluzione perfetta per gli sviluppatori di app iOS e lo è anche per gli editori.

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Si possono ottenere ottimi risultati in termini di visibilità per quella nicchia di utenti che utilizza solo ed esclusivamente prodotti Apple.

La piattaforma offre due diverse opzioni:

  • Annunci di ricerca di base: si paga per il numero di installazioni che si ottengono. Il difetto è che non si può selezionare e perfezionare il target tramite il pubblico e che non si possono settare delle keyword per ottimizzare la campagna.
  • Annunci di ricerca avanzati: in questo caso si ha la possibilità di personalizzare le parole chiave e di scegliere segmenti di pubblico in base a delle specifiche caratteristiche.

Sarà possibile monitorare le campagne di Apple Search Ads attraverso delle specifiche metriche in modo tale da andare, ove necessario, a ottimizzare gli annunci.

Si deve sottolineare che, per molti aspetti, si tratta di una piattaforma simile a Google Ads, basandosi su annunci di testo, ricerca delle parole chiave e così via. Apple è sempre molto attenta alla pertinenza dei messaggi che appaiono nelle app presenti in Apple App Store.

Google Ads

Anche sfruttando Google Ads è possibile realizzare delle campagne di mobile app advertising di tutto rispetto. La differenza rispetto alla prima piattaforma è che questa non si rivolge solo alla nicchia Apple, bensì anche a quella Android.

Si deve ricordare che si sta parlando della rete pubblicitaria più grande che ci sia, poiché di proprietà del motore di ricerca più importante al mondo ossia Google.

Con Google Ads sarà possibile sfruttare le app ads che sono create per promuovere le app in tutta la rete pubblicitaria di Google.

Google Ads è una piattaforma che si basa su parole chiave e in quest’ottica si creano gli annunci il cui obiettivo è quello di raggiungere le prime posizioni sul motore di ricerca.

Nello specifico, prendendo in considerazione la Rete Display di Google, possiamo dire che il suo targeting si focalizza sulla targettizzazione del pubblico e sulle parole chiave.

Facebook Ads

Questa è la piattaforma del più grande social network del mondo ed è per questo che è utile studiarne le potenzialità per quel che concerne la pubblicità in app. 

Un primo vantaggio  di Facebook Ads è sicuramente quello di avere accesso a un pubblico vastissimo. Ma non solo. Oltre alla quantità di utenti, questo canale permette di individuare il proprio target e i potenziali clienti in modo preciso, riuscendo a targettizzare al meglio.

Si offre la possibilità di fare targeting per caratteristiche quali: età, Genere, Posizione, dispositivo, sistema operativo mobile, interessi, lingua dell’utente mobile e così via. Una possibilità da sfruttare soprattutto perché i social sono, oggi come oggi, uno strumento sempre più utilizzato da ogni fascia di età.

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