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Google Discover funzionamento, tutto quello che c’è da sapere per la SEO

Cos'è Google Discover e come utilizzarlo per fare SEO? Tutto quello che si deve sapere.

26 LUG 2021

Le regole per un ottimo piano editoriale? Siamo certi che tutti coloro i quali lavorano con la scrittura e l’ottimizzazione dei testi sono alla ricerca della formula perfetta per creare dei contenuti da prima posizione.

Alla base di tutto dovrebbe esserci una buona keyword research che permette di individuare gli intenti di ricerca, le parole chiave correlate e realizzare testi ottimizzati che andranno a posizionarsi in un’ottima posizione.

La buona scrittura online deve essere fatta sia per i motori di ricerca che per gli umani che andranno a leggere i testi alla ricerca di contenuti utili e questo non deve mai essere dimenticato.

Agli utenti piace trovare subito le risposte che cerca ed è per questo motivo che Google cerca di renderlo sempre più possibile. In che modo? Con l’introduzione di strumenti come Google Discover.

Google Discover funzionamento e caratteristiche

Di cosa si tratta e perché è importante saperlo utilizzare per fare SEO in maniera non solo corretta ma anche proficua?

Quando parliamo di Google Discover parliamo di un sistema di intelligenza artificiale il cui obiettivo è quello di individuare i contenuti in maniera automatica.

L’utente che vuole trovare determinate informazioni non dovrà effettuare un’azione di ricerca poiché, grazie a questo tool di Google, si avrà una selezione automatica dei contenuti. Si verrà a creare un feed intelligente che permette a chi legge di rimanere sempre aggiornato con tutto ciò che è di proprio interesse, anche senza dover materialmente eseguire una ricerca.

Una novità che è nata di pari passo con il boom dei dispositivi mobile. Oggi come oggi per le proprie ricerche si utilizzano soprattutto gli smartphone ed è per questo motivo che Google ha deciso di facilitare il tutto, rendendo ancora più snello l’iter per arrivare alle notizie di proprio interesse.

Possiamo dire che grazie a Google Discover si è avuto un passo in avanti del motore di ricerca che è diventato una sorta di motore di risposta. Questo perché Big G è sempre più concentrato sull’utente e sulle sue esigenze.

L’obiettivo che ci si pone è quello di dare le informazioni che le persone cercano nella maniera più veloce e meno laboriosa possibile. Un cammino durato oltre 20 anni, che ha visto e che vede tuttora Google impegnata nell’incessante ricerca di un miglioramento che passa anche dallo studio quotidiano i miliardi di query.

Il funzionamento di Google Discover è stato pensato per dare all’utente un’esperienza sempre migliore. Oggi sono circa 800 milioni di persone nel mondo a utilizzare questo servizio, nato nel 2017 e che tutt’oggi è ancora in evoluzione.

Come vengono selezionati i contenuti di Google Discover

Ma come vengono selezionati i contenuti di Google Discover? Il processo alla base della creazione dello stream è simile a quello di un social network che permette a un utente di avere nel proprio feed una serie di contenuti selezionati. In questo caso appaiono sotto forma di carte facilmente consultabili.

Entrando nel dettaglio, è facilmente intuibile che la scelta di contenuti che appaiono nel feed non è di certo casuale.

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Google, infatti, utilizza un sistema decisamente sofisticato per selezionare i contenuti da mostrare a questo o a quell’utente.

Viene sfruttata la cronologia delle ricerche ma non solo. Il sistema di machine learning di Google è in grado di individuare dei contenuti di interesse nelle categorie che vengono mostrate nella sezione Discover.

Queste sono:

  • musica
  • marketing
  • sport
  • animali
  • intrattenimento

A partire dalle ricerche su Google.com vengono studiate le abitudini di ricerca degli utenti per mostrare solo dei contenuti ritenuti plausibilmente interessanti per gli stessi.

Naturalmente non tutti i contenuti sono adatti per Google Discover. Il motore di ricerca, infatti, terrà conto dell’autorevolezza del sito, della pertinenza con gli interessi dell’utente.

I siti che Google prende in considerazione per creare le carte della sezione Discover sono ben fatti, ben ottimizzati e hanno immagini di qualità. Il consiglio, quindi, è quello di curare i propri siti così da permettere a Google di considerarli papabili per i suoi utenti.

Cosa fare per apparire in Google Discover

Siamo certi che a questo punto la domanda che ci si pone è solo una: cosa fare per essere inclusi in Google Discover? Abbiamo già accennato dell’importanza della qualità dei contenuti, della SEO on page e delle immagini, ma è necessario approfondire così da fare chiarezza.

Il primo punto che è utile sottolineare è che non è necessario essere inclusi in Google News. Una bella notizia per tanti siti che ancora non sono inseriti in questa sezione e che, invece, possono aspirare a entrare in Discover.

Di sicuro Google preferisce i contenuti evergreen, che sono sempre validi da proporre poiché ci sono degli utenti potenzialmente interessati che ancora non li hanno visti. Ecco, quindi, che delle guide ben strutturate sono sempre apprezzate e possono rientrare in Google Discover, così come anche contenuti più anziani ma sempre completi ed esaustivi.

Quello che conta, quindi, è creare contenuti informativi di qualità che vadano a rispondere in maniera efficace a quelle che sono le domande degli utenti. Come sempre per Big G content is the king e, pertanto, porre tutta la propria attenzione sullo sviluppo di testi perfettamente ottimizzati è la soluzione migliore.

Utile anche ripensare il piano editoriale andando a prendere in considerazione una nicchia di proprio interesse. Attenzione a non sceglierla né troppo grande né troppo ristretta. Dopo averla individuata è importante studiarla e studiarne i comportamenti e gli interessi, così da riuscire a produrre dei testi mirati che siano in grado di colpire l’attenzione e dare delle risposte.

Si dovranno creare anche dei contenuti evergreen, che sono sempre ben visti e utili anche per il proprio pubblico. Ed è proprio un pubblico fidelizzato che è in grado di fare la differenza. Google, infatti, prende in considerazione anche le interazioni con la propria audience quando deve scegliere dei contenuti da proporre nella sezione Discover.

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