Advertising Tradizionale o Marketing Non Convenzionale?

24 MAR 2014

L’avvento del web nelle nostre vite ha gradualmente cambiato il nostro modo di socializzare, lavorare, spendere e in generale di comunicare.

Internet ci ha dato la parola, la possibilità di dire la nostra su ciò che ci circonda, di manifestare senza filtri, il nostro disappunto così come il nostro benestare.

Un potere, quello del popolo della rete, che riesce a spaventare le grandi industrie che ancora oggi preferiscono investire il loro budget pubblicitario nell’adv tradizionale (90% secondo la Harvard Business Review) piuttosto che avventurarsi in campagne di social media markerting o marketing non convenzionale, che prevedono il coinvolgimento diretto dei consumatori.

Tutto questo, nonostante dagli Usa ci provengano questi dati: digital advertising +23%, mass media -6%.

Una scelta di immobilismo che ci lascia perplessi, considerando che nel web si concentra il maggior flusso di consumatori, nonché un sempre più crescente interesse nei riguardi delle agenzie pioniere nel settore.

Volendo scendere nel tecnico parlando di ROI, non è difficile credere a quanto il mobile advertising, le campagne word of mouth e le nuove tecniche di point-of-purchase, siano decisamente più misurabili ed efficaci rispetto all’adv tradizionale.

Se ciò non bastasse:

Per non parlare dei benefici che si possono trarre da una campagna di marketing non convenzionale come il Guerrilla Marketing:

PERCHE’ NON CAMBIARE?

Ciò che si fa fatica a “digerire” è quanto l’utilizzo dei social network e dei canali di comunicazione moderni, stiano cambiando il modo di percepire la pubblicità. Controllo contro Fiducia, Identità contro Reputazione. La reale differenza tra adv tradizionale e adv non convenzionale, è tutta in questi dualismi. Il marketing deve cambiare, utilizzare i social network e aprire un blog, sono solo i primi passi verso una nuova mentalità che deve investire le aziende nel profondo. Pensare di servirsi dell’advertising per convincere e persuadere, è un’idea ormai obsoleta. Ad oggi, le aziende si propongono di essere messe in discussione dalla reputazione.

Come scrive Maffe De Baggis nel libro “World Wide Web”, “Internet mette in crisi la costruzione dell’identità aziendale perché chi subisce un torto o non è contento di un prodotto, fino a poco tempo fa lo raccontava a 4 amici, oggi può farlo sapere anche a chi non conosce….preoccupatevi che tutti gli anelli deboli tengano (il magazziniere, la cassiera, il trasportatore, il commesso…). La reputazione, come la personalità, non può essere definita a priori o imposta: emerge dalle interazioni, dirette ed indirette…”

Sembra passato un secolo da quando un poster ritraente un bambino bianco e uno nero, era sufficiente ad inviare un messaggio e a far innamorare le persone!

Ad oggi stiamo andando verso un mondo in cui la pubblicità di un prodotto, la fanno i blog e le centinaia di utenti che ne parlano, nel bene e nel male, diversi mesi prima dell’uscita sul mercato. Permettendo di abbattere i costi dell’adv tradizionale che diventa mero supporto alla comunicazione partecipata degli utenti.

QUANDO HAI L’IDEA, HAI TUTTO

Finora abbiamo parlato di aziende che faticano a cambiare rotta nel mondo dell’advertising, ma esistono anche delle eccezioni che confermano quanto di positivo abbiamo scritto riguardo al web marketing e al marketing non convenzionale. Ma partiamo per gradi. Il mondo dell’advertising non convenzionale, è vasto e variegato. Qui ci soffermeremo sulle tipologie più comuni ed efficaci, senza escludere “ibridi” fra adv tradizionali e non. Proprio a quest’ultima categoria appartengono la campagna Ikea:

e la Campagna della Mattel Inc:

(senza rinunciare all’adv tradizionale, le principali strade di Los Angeles e di New York, sono state tappezzate di cartelloni senza alcun riferimento al sito e ai social)

Puntando sul gossip hollywoodiano e sul relationship status, la multinazionale Mattel, sfrutta San Valentino per lanciare una campagna sui social media. Il riferimento risale al 2004, quando l’azienda californiana decise di far “divorziare” Barbie e Ken. Ora è giunto per Ken, il momento di riconquistare la sua Barbie. La campagna ha coinvolto i principali social network quali:

  • Facebook
  • Twitter
  • Youtube
  • Foursquare
  • Match.com
  • Hulu

Sul profilo Facebook di Barbie era possibile trovare un Facebook tab in cui si dava la possibilità di votare si o no, alla riunione della coppia. Il tutto sotto l’imperativo “ vota e condividi”.

VIRAL MARKETING

Il viral marketing è un tipo di comunicazione non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di un messaggio ad un numero elevato di utenti finali. Può essere considerato come l’evoluzione del “passaparola”. Un esempio di ciò di cui stiamo parlando, è il video First kiss che attualmente sta imperando su tutti i social network. Un video di 3:29 realizzato dalla video maker Tania Pllieva che ha filmato il primo bacio fra 10 coppie di imbarazzati sconosciuti. Nel giro di pochi giorni, il video ha ottenuto 53.299.033 visualizzazioni su Youtube e altrettante condivisioni sui social network. Solo dopo pochi giorni si è scoperto essere un video promozionale del marchio americano di abbigliamento sportivo, Wren.

 

 

GUERRILLA MARKETING

Termine coniato dal pubblicitario statunitense Jay Conrad Levinson nel 1984, indica una comunicazione non convenzionale a basso costo, fondata sull’utilizzo creativo di strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti. E’ senza ombra di dubbio l’ adv più divertente, per chi la realizza e per chi la subisce, oltre ad essere la più scenografica. Parlando di Guerrilla, vogliamo porvi ad esempio tre campagne italiane ed una, inevitabile, americana.

KINDER BUENO

Milano. La macchinetta degli snack, vuole per sé tutti i kinder buono, perché è così buono da diventar cattivi

 

FASTWEB

Milano. Stazione della metropolitana. Scendi alla tua solita fermata e ti ritrovi a Tokyo. Un’idea di Fastweb per sottolineare la velocità della sua linea.

 

SCUOLA INTERNAZIONALE DI COMICS

Roma. La crisi economica non fa sconti a nessuno, neanche ai supereroi! Caduti ormai in disgrazia, perché nessuno crede più in loro, vagano per il centro cittadino nel tentativo di rimediare un lavoro e qualche soldo per vivere. Guerrilla Marketing realizzato dalla nostra Web Agency per promuovere il contest su Facebook: “Draw Your Next Superhero” promosso dalla Scuola Internazionale di Comics.

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